venerdì 21 agosto 2009

Vico Equense


Cenni storici
Le prime testimonianze archeologiche di un insediamento sul territorio di Vico Equense risalgono al VII secolo a.C. Sono infatti stati rinvenuti, soprattutto negli scavi degli anni '60, numerosi manufatti provenienti dalla necropoli preromana che sorgeva nei pressi dell'attuale centro cittadino. I reperti, oggi in buona parte in mostra nel piccolo museo Silio Italico allestito nel palazzo municipale, consistono prevalentemente in vasi a figure nere e a figure rosse, bronzi etruschi e campani, ceramica corinzia ed ionica, buccheri e ceramica attica a vernice nera.

Da insediamento e luogo di scambi tra popolazione italiche, greche ed etrusche, l’area di Vico Equense divenne meta di residenza di patrizi romani come attestano i ruderi alle Marine di Aequa e di Vico. Dopo un periodo di decadenza il paese rifiorì nel periodo tra il 1285 e il 1309, in cui ottenne l'indipendenza dal Ducato di Sorrento grazie agli Angioini. Fu proprio Carlo II d'Angiò, che spesso soggiornava nel borgo, a fondare il centro cittadino e a costruire, nel 1301 un castello. Il castello fu poi restaurato da Girolamo Giusso, da cui ha preso il nome. In questo periodo fu anche edificata a strapiombo sul mare la cattedrale dell'Assunta, unico esempio di cattedrale gotica della penisola sorrentina. L'edificio contiene alcune tele di Giuseppe Bonito ed inoltre è anche il luogo di sepoltura del celebre giurista e filosofo Gaetano Filangieri.

L'enogastronomia
Nell'area di Vico Equense vengono realizzati dei grandi prodotti, come la salsiccia e il salame fatto di carne suina e scorza di arancia, ed i magnifici prodotti caseari, dai burrini, caciottine ripiene di un delicato purè di burro, ai caprignetti, piccole palline ottenute da una crema di formaggio caprino (cacio-ricotta) che, dopo essere state cosparse di erbe aromatiche, vengono conservate sott'olio. Il più pregiato di tutti è il rinomato Provolone del Monaco DOP, formaggio stagionato a pasta filata nella caratteristica foggia a melone leggermente allungato o a pera, senza testina. I prodotti caseari della zona sono ancora prodotti in modo artigianale e svariate sono le botteghe gastronomiche e i produttori presso cui si possono assaggiare e acquistare i prodotti tipici, ma anche osservare il ciclo di produzione.

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