giovedì 27 agosto 2009

Scavi di Pompei



Nell'area degli scavi archeologici di Pompei è stata portata alla luce l'antica città romana distrutta tragicamente a seguito di una delle eruzioni del vicino vulcano Vesuvio, avvenuta nell'anno 79.

Già alcuni anni prima - nel 62 - un terribile terremoto, premonitore della ben più grave catastrofe che si sarebbe abbattuta sulla città di lì a pochi anni, colpì Pompei e la città di Ercolano nonché altri centri della Campania.

Pompei fu gravemente danneggiata, ma subito cominciò l'opera di ricostruzione. Diciassette anni più tardi, mentre i lavori continuavano a procedere a ritmo sostenuto (ed anche se gli edifici pubblici erano ancora quasi tutti da restaurare), la città e i suoi abitanti vissero una tra le più grandi tragedie della storia antica che oggi, cristallizzata nel tempo e in quell'attimo, è stata riportata in superficie divenendo il secondo sito archeologico più visitato al mondo.[senza fonte] La città tornò alla luce nel 1748, grazie agli scavi voluti e finanziati da Carlo di Borbone.

Gli scavi di Pompei, con quelli di Ercolano ed Oplontis, sono riportati nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

I primi veri scavi nell'area di Pompei ebbero inizio nel 1748 per volontà del re Carlo di Borbone, anche se furono piuttosto irregolari e non seguirono alcun metodo scientifico. Spesso gli edifici man mano portati alla luce venivano spogliati di oggetti ed opere d'arte e quindi nuovamente ricoperti. Nella prima metà dell'Ottocento i lavori procedettero molto più speditamente, e portarono all'esplorazione di molti edifici privati e di quasi tutto il Foro. Dal 1860, con l'avvento del Regno d'Italia, i lavori affidati alla direzione di Giuseppe Fiorelli furono condotti con sistematicità e rigoroso metodo scientifico. Il Fiorelli intuì fra l'altro la possibilità di ottenere calchi dalle vittime dell'eruzione colando del gesso liquido nel vuoto lasciato dai corpi, ormai dissolti, nella cenere solidificata: questi calchi, nell'Antiquarium di Pompei, costituiscono una delle più tragiche testimonianze della catastrofe.

Oggi Pompei ci appare in quasi tutta la sua estensione e ci riporta al giorno in cui il destino fermò il corso della sua storia. Le scritte elettorali sui muri, le suppellettili domestiche, le botteghe, tutto sembra ancora vivo: la tragedia di Pompei non ha distrutto la città, vi ha solo fermato il tempo per restituircela con l'aspetto che essa aveva in quel preciso giorno del 79.
Da vedere:
  • La Porta Marina

  • La Villa Imperiale

  • L’Antiquarium

  • Il Foro

  • La Basilica

  • Il Tempio di Apollo

  • Il Tempio di Giove

  • Il Macellum, Templi dei Lari e di Vespasiano

  • Edificio di Eumachia

  • Il Lupanare

  • Via dell'Abbondanza

  • Il Foro Triangolare
  • Il Teatro Grande

  • L’Odeion

  • La Palestra Sannitica

  • Il Tempio di Iside

  • Il Tempio di Giove Melichio

  • Le Terme Stabiane

  • La Casa di Marco Lucrezio

  • Le Terme Centrali

  • La Casa del Fauno

  • Il Tempio della Fortuna
  • Le Terme del Foro

  • La Casa del Poeta Tragico

  • La Casa di Pansa

  • Via dei Sepolcri e Villa di Diomede

  • La Villa dei Misteri

  • Via di Mercurio

  • La Casa del Labirinto e Casa dei Vettii

  • La Casa degli Amorini Dorati

  • La Casa delle Nozze d'Argento

  • La Casa di Lucio Cecilio

  • La Casa del Citarista

  • La Casa dei Cubicoli Floreali

  • La Casa del Menandro

  • Il Thermopolium di Asellina

  • Le Case dell'Insula VII

  • La Casa di Ottavio Quartione

  • La Villa di Giulia Felice

  • L’Anfiteatro

  • La Palestra Grande

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